Spinta da un’innata passione per il disegno e la pittura, studio da autodidatta i Grandi Maestri, frequento Scuole d’Arte private, scopro il fascino dell’incisione. Lasciato il lavoro nel ’91 mi dedico esclusivamente all’arte iniziando ad esporre nel ’95.
La sua sensibilità pittorica la porta a vedere la poesia nella ruvida quotidianità, anche dai freddi vetri di una finestra d’ospedale. La sua ricca vita privata, la famiglia, le tre figlie e gli amici, arricchiscono la percezione di tutto ciò che la circonda e l’amore per la vita e per le persone che vivono intorno a lei è ben presente, per esempio nella carrellata di ritratti. Le figure femminili poi racchiudono un universo di sensazioni ed esperienze, rese con grande espressività non solo nei volti profondi, ma anche attraverso il gioco cromatico.
La grande varietà di temi affrontati testimoniano il suo carattere indagatore, curioso di esplorare ogni aspetto del mondo circostante e di approfondire le difficoltà più propriamente pittoriche. L’arte come lente di ingrandimento per vedere ciò che ad un primo sguardo era sfuggito, quel lampo nell’occhio di un viso o il tremolio del fremere di un cavallo, il fruscio di un angolo verde in città o il fascino antico delle campagne, l’ironia dietro la tristezza o la saggia serenità di una vecchina seduta su un muretto.
Ottavia Cantuti Castelvetri